ALLA SCOPERTA DELL'ASINO ONOTERAPIA

Gli esperti sostengono che si sarebbe dovuto estinguere, ma fortunatamente è ancora presente.

Quell'asino che ha condiviso le fatiche dell'uomo, che ha portato i suoi fardelli, che è stato un componente della famiglia, e' sicuramente in vita nella memoria di quei pochi fortunati che hanno avuto la gioia di giocare, aggrappandosi alla sua coda od appendendosi alle sue orecchie.

All'asino è toccata da sempre l'etichetta del "diverso" perchè rappresentato (a torto) come espressione della stupidità, come animale di secondo ordine.

Oggi la sua "diversità" è considerata una risorsa, la sua diversità seduce l'uomo perchè vi è la necessità di tornare al passato, di riflettere, di vedere la vita in modo diverso, senza vanità, cercando la vera misura, nutrendo dei dubbi come un asino.

Non a caso Pessoa afferma : "L'anima che si risveglia per un dubbio è certamente migliore dell'anima che dorme sicura di sè! "

La rivalutazione dell'asino, della sua dignità, della sua normalità, della sua lentezza, della sua modestia, della sua leggerezza, della sua goffaggine, della sua perseveranza, del suo dubitare, è il riscatto del pregiudizio legato alla diversità, la riscoperta dei "veri" valori umani.

Nel corso della storia l'asino, non a caso, è stato fonte di ispirazione, animale simbolo per la religione, l'arte, la letteratura, le canzoni, la mitologia e le favole.

Pensiamo alla celebre poesia, in dialetto romanesco di Trilussa:

 

" L'automobile e er somaro  "


" Rottadecollo! - disse un somarello ner vedè un Automobbile a benzina - Indove passi tu nasce un macello!
Hai sbudellato un cane, una gallina, un porco, un'oca, un pollo....
Povere bestie! Che carneficina! Che fragello che fai! Rottadecollo!
Nun fiottà tanto, faccia d'impunito! - rispose inviperita l'Automobile - Se vede che la porvere e lo sbuffo de lo stantuffo t'hanno intontito!
Nun sai che quann'io corro ciò la forza de cento e più cavalli? E che te credi che chi vo' fa' carriera se fa scrupolo de quelli che trova fra li piedi? Io corro e me n'infischio, e nun permetto che 'na bestiaccia ignobbile s'azzardi de mancamme de rispetto!
E ner di' 'ste parole l'Automobbile ce me'sse drento tanto mai calore che er motore, infocato, je scoppiò.
Allora cambiò tono. Dice: E mo'?
Chi me rimorchierà fino ar deposito?
Amico mio, tu capiti a proposito, tu solo poi sarvà la situazzione.....
Vengo - je diss er Ciuccio - e me consolo che cento e più cavalli a l'occasione hanno bisogno d'un Somaro solo! "

 

L'asino seppur lento è premiato dalla sua costanza, dalla sua perseveranza che lo rende affidabile rispetto ad un progresso rapido, veloce ma incerto.


Lo stesso Carducci, tra le righe di una sua celebre poesia rappresenta l'asino  come un baluardo che impassibile non si lascia trascinare dal progresso, rappresentato da una locomotiva a vapore:

" Ansimando fuggía la vaporiera
Mentr'io cosí piangeva entro il mio cuore;
E di polledri una leggiadra schiera
Annitrendo correa lieta al rumore.
Ma un asin bigio, rosicchiando un cardo
Rosso e turchino, non si scomodò:
Tutto quel chiasso ei non degnò d'un guardo
E a brucar serio e lento seguitò. "

 

L'asino come animale del popolo, l'asino portatore, l'asino aratore, l'asino fonte di calore, componente della famiglia allargata è sua fonte di sopravvivenza, è ricordato in diversi componimenti popolari tra cui una canzone calabrese:

 

" .....quantu me morta mogliama

lu cori mia era chinu i dispiaceri

senza suspiri e lacrimi

a sugnu jiutu a sottirari

 

mo ca me muartu u ciucciu

sentu nu gran duluri

ciucciu bellu di stu coori "

 

 

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